Una
collina artificiale per Agnone:
un'idea
progettuale per il Nuovo Palazzetto dello Sport
Una conversazione con l'Ing. Francesco Di Pasquo
"Un progetto che ci piace - dice il sindaco De Vita - ma che deve essere attentamente valutato, sotto tutti gli aspetti, prima in sede di Giunta e poi dal Consiglio Comunale. Il coinvolgimento delle varie componenti cittadine è fondamentale".
"Una struttura per le attività sportive, fieristiche e concertistiche - afferma l'Assessore allo Sport Giuseppe De Martino - di cui Agnone ha certamente bisogno. Oltretutto uno spazio di tale rilevanza diverrebbe un centro di aggregazione che va al di là del solo interesse cittadino. Per questo apprezzo grandemente l'iniziativa dell'Ing. Francesco Di Pasquo che seguiremo con molta attenzione".
"Ho avuto modo di vedere l'idea progettuale del giovane ingegnere agnonese
Francesco Di Pasquo - commenta l'Assessore Regionale Franco Giorgio Marinelli
- relativa alla nuova struttura sportiva che potrebbe sorgere su Monte Calvario
di Agnone.
Uno studio che reputo interessantissimo per un nuovo palacongressi polivalente
che sostituirebbe l'attuale Palasport obsoleto e certamente non confacente più
alle esigenze sportive, turistiche, congressuali, espositive e di associazionismo
in genere per le quali l'impianto in località Belsito viene usato.
La freschezza e la modernità della concezione progettuale dell'Ing. Di
Pasquo s'interseca, nel rispetto ambientale, con l'idea di sviluppo di una zona
di Agnone che potrebbe, grazie ad un nuovo Palasport, non essere più
vista come zona periferica.
Inoltre, lo studio, documentato ampiamente con una sezione iconografica, oltre
a mettere in evidenza gli ambienti e la bellezza del nuovo palazzetto sportivo,
dimostra grande professionalità, competenza ed intelligenza del professionista
locale.
Agnone potrebbe avvalersi, dunque, di un gioiellino architettonico-sportivo
che andrebbe ad affiancarsi alla bellezza del nuovo campo sportivo in erba sintetica,
ad una piscina che a breve verrà inaugurata, ai campi da bocce indoor
da poco costruiti e dedicati soprattutto agli anziani, completando così
il quadro degli impianti sportivi locali e dare, contemporaneamente, la possibilità
di avvalersi di una struttura indispensabile non solo ad Agnone ma anche all'intero
Alto Molise.
La Regione Molise è sempre stata sensibile allo sviluppo di ogni singolo
paese ed alle esigenze di ogni singola comunità molisana.
Per questo, come Assessore Regionale, e per di più come agnonese, cercherò
di sostenere il progetto, che ripeto, ha grande validità per bellezza
estetica, originalità, modernità del disegno, ampiezza e valenza
di fruizione ed è destinato alle popolazioni di Agnone, dei dodici centri
appartenenti alla Comunità Montana "Alto Molise" e di quelle
dei centri confinanti del vicino Abruzzo".
Com'è nato il suo progetto per il Nuovo Palasport di Agnone?
"Tutto
è cominciato tre anni fa, quando la nostra cittadina, che all'epoca ospitava
compagini pallavolistiche militanti in serie A, ha visto svanire un sogno a
causa della mancanza di strutture adeguate allo svolgimento delle competizioni
professionali in loco. L'attuale Palazzetto dello Sport, infatti, non presenta
le caratteristiche dimensionali e funzionali per lo svolgimento di competizioni
nazionali. E non solo. La struttura, nonostante i recenti interventi manutentivi,
versa in condizioni di degrado e di certo non garantisce la sicurezza degli
utenti. Inoltre è necessario rivolgere una riflessione di ordine generale
sul ruolo che questo impianto è chiamato a svolgere nel panorama sociale
e sportivo dei nostri giorni; è importante sottolineare l'evoluzione
avvenuta dal Palazzetto inteso come struttura destinata esclusivamente alla
pratica sportiva, al Palazzetto inteso invece come "macchina" flessibile
e polivalente. Per questo motivo, data l'inadeguatezza dell'attuale "palestra
coperta" all'espletamento delle funzioni sopraccitate, sono andato alla
ricerca di una tipologia edilizia rivolta a forme diverse di spettacolo e capace
di accogliere qualsiasi tipo di manifestazione. La pratica sportiva e lo spettacolo
ad essa associato sono indubbiamente le funzioni principali che intendo assicurare
con la mia proposta progettuale, ma a queste si associano quelle a carattere
sociale e culturale che necessitano di spazi ugualmente grandi e al chiuso,
come mostre, convegni, conferenze, spettacoli musicali, manifestazioni fieristiche,
rappresentazioni teatrali, ecc".
Perché la scelta di Monte Calvario per la localizzazione del nuovo Centro Sportivo?
"In
linea generale, la scelta dell'area di localizzazione di un impianto sportivo
va fatta garantendo ai fruitori un'ottima accessibilità all'impianto
stesso. La scelta doveva allora necessariamente ricadere su un'area di facile
accesso, tale da minimizzare i "tempi di percorrenza", ovvero il tempo
necessario per raggiungere l'impianto a seconda del mezzo di trasporto - a piedi,
in bicicletta, con mezzi motorizzati, con i trasporti pubblici - . Ma non solo.
Nella scelta della localizzazione bisognava tener presente anche la centralità
rispetto alle residenze degli utenti, l'inserimento nella maglia dei trasporti
pubblici, la possibilità di creare un ampio parcheggio per atleti e spettatori,
permettere l'accesso e la sosta degli autobus delle società sportive
e delle tifoserie, la possibilità di creare percorsi pedonali e piste
ciclabili. Quale migliore area, allora, di Monte Calvario per localizzare il
nuovo Centro Sportivo? Mi riferisco alla porzione di terreno a ridosso della
nuova autostazione, compresa tra il tratto iniziale della "Panoramica"
e la strada comunale "Cimitero". La collinetta, a due passi dal centro
abitato, sembra ben prestarsi ad ospitare il nuovo Palazzetto dello Sport di
Agnone ed offre la possibilità dell'eventuale sviluppo dell'impianto
per fasi successive. La "Panoramica", inoltre, di recente interdetta
al transito veicolare ed attrezzata come percorso pedonale e ciclabile, è
già utilizzata dagli atleti agnonesi per la preparazione alle gare. La
presenza dell'autostazione garantirebbe lo stazionamento degli autobus delle
società sportive e delle tifoserie, assicurando la massima razionalità
dell'impianto. È importante sottolineare che l'accesso al nuovo Centro
Sportivo dalla Fondovalle Verrino avverrebbe in modo diretto, senza cioè
passare all'interno del centro abitato. Ma se da un lato la scelta planimetrica
del sito sembrava essere ottimale, la conformazione orografica dell'area sembrava
vanificare tutti i discorsi fatti in precedenza".
È ovvio
che un terreno acclive rappresenta un sito poco adatto alla localizzazione di
un Centro Sportivo
"È
vero. Ma è proprio l'andamento del terreno dell'area individuata che
mi ha suggerito la configurazione tipologica del nuovo Palasport. Guardando
il lotto da varie angolazioni mi sono accorto che in realtà il progetto
era già lì! È stato proprio il "genius loci"
a darmi lo spunto per la forma che avrebbe assunto la nuova struttura. L'elemento
caratterizzante dell'impianto sportivo "Palazzetto", se non altro
per il segno che lascia nel territorio, è la "grande copertura"
della sala di attività. Questa, infatti, oltre ad assolvere ai compiti
di proteggere lo spazio sottostante dall'azione degli agenti atmosferici, dei
raggi solari diretti, e di consentire che ogni attività svolta all'interno
non sia vincolata dalla presenza di sostegni intermedi (pilastri, pareti portanti),
deve anche accomunare in un'unità emotiva, psicologica e di compartecipazione
tutti coloro che vivono l'attività sportiva come attori e come spettatori.
Nella progettazione del Palazzetto dello Sport è stato quindi essenziale
definire la "forma della copertura"; tutto ciò che è
"al di sotto", infatti, resta svincolato dall'involucro che l'avvolge.
L'idea è stata quella di progettare una struttura quasi totalmente ipogea,
con l'accesso dalla strada "Panoramica", la cui grande copertura diventa
una sorta di mantello che serve a dissimulare i volumi di calcestruzzo del Palasport.
Di qui la volontà di ricreare una sorta di "collina artificiale",
tale da ridurre al minimo l'impatto ambientale. Per quanto concerne la configurazione
geometrica di tale copertura, ho indirizzato i miei studi su forme semplici,
analiticamente descrivibili con facili equazioni matematiche, al fine di garantire
una facile e veloce realizzazione e, grazie alla standardizzazione degli elementi
strutturali, contenere i costi di costruzione e manutenzione. Tante le soluzioni,
ma una sola la costante: un piano inclinato - il lotto - da scavare in qualche
modo per "occultare" la nuova imponente struttura. Rispolverando i
testi di geometria descrittiva alla ricerca di un comodo "mantello"
per ricoprire i grandi blocchi di cls incastonati nella montagna, mi sono soffermato
su quelle superfici, la cui genesi avviene per rotazione di una curva intorno
ad un asse, ovvero le "Superfici di rotazione". Il gioco ormai era
fatto: un "parabolide" ottenuto dalla intersezione di un cilindro
con un piano inclinato (il lotto) avrebbe assicurato la protezione di atleti
e spettatori del nuovo Palasport".
Perché
la scelta del rame per l'impermeabilizzazione della copertura?
"Perché
il rame è da sempre un prodotto tipico del nostro artigianato locale
e mi pare quindi opportuno regalare un mantello pregiato ad una struttura così
imponente. L'uso di lastre di rame pre-ossidato, inoltre, dal colore verde-marrone,
ha la funzione di inserire la "collina artificiale" in un armonioso
sistema ambientale senza alterare più di tanto lo scenario naturale.
La struttura portante della copertura sarà realizzata con travi ad arco
di acciaio, a sezione rettangolare scatolare, aventi una luce massima di ben
100 metri. Il pacchetto di copertura, posizionato all'intradosso delle travi
principali, fa sì che la scansione regolare degli archi portanti sia
ben leggibile dall'alto, quasi a voler ricreare una continuità con le
curve di livello di Monte Calvario. Ma il mantello non tocca il terreno. L'enorme
guscio metallico rimane quasi sospeso; si stacca dal terreno quanto basta per
permettere ai raggi luminosi di raggiungere la finestratura laterale della sala
di attività, in modo tale da garantire una illuminazione diffusa sul
campo di gioco ed evitare fenomeni di abbagliamento. Una grande occhio a forma
di losanga, inoltre, posizionato proprio in corrispondenza del campo di gioco,
assicura una ottimale illuminazione di tutta la sala di attività e delle
gradonate per gli spettatori. Al di sotto del grande rombo vetrato un sistema
di brise-soleil ad azionamento meccanico impedisce ai raggi solari di abbagliare
gli atleti nelle ore centrali della giornata".
Ma cosa è "nascosto" al di sotto di questo grande mantello di rame?
"Come ho detto in precedenza, questa singolare "collina artificiale" ospita una moderna "macchina polivalente", attrezzata fondamentalmente per la pratica sportiva e lo spettacolo ad essa associato. Se lo spettacolo rimane l'elemento caratterizzante la realizzazione del nuovo Palazzetto dello Sport, è ovvio che esso non possa rimanere l'unico, ma vada rapportato con l'esercizio sportivo quotidiano. La grande sala di attività, intorno alla quale gravitano tutta una serie di servizi, è il cuore di questa grande "macchina". Essa può contenere ben tre campi da basket disposti ortogonalmente al lato lungo della sala. In questo modo essa può divenire un luogo ove è possibile praticare un gran numero di attività contemporaneamente. Le tribune sono disposte sui quattro lati della sala di attività, e possono ospitare fino a 2.000 spettatori, ed altri 1.000 ne può contenere il parterre. Al di sotto delle gradonate sono disposti i servizi igienici per gli spettatori; alla quota del campo di gioco, collegati da un percorso ad anello, sono disposti i seguenti servizi di supporto: un pronto soccorso, quattro sale stampa, quattro uffici per le federazioni sportive, un ampio magazzino attrezzi, una grande palestra pre-atletismo per il riscaldamento degli atleti. Alle quote superiori trovano posto una sala di rappresentanza per le società sportive, una sala riunioni, una capiente sala conferenze. Tutti i servizi sopra elencati sono messi in comunicazione tra di loro mediante un articolato sistema di scale, ascensori, e rampe, in modo da assicurare l'accesso anche ad utenti disabili. Le coperture dei singoli blocchi funzionali al di sotto del grande guscio di rame sono piane e praticabili, comunicanti tra di loro, ed attrezzate per ogni tipo di utilizzo. Esse diventano, inoltre, delle rapide vie di fuga in caso d'incendio e permettono agli utenti di evacuare velocemente il Palasport. Sempre alla quota della sala di attività, fulcro dell'intero sistema, trovano posto gli spogliatoi per gli atleti, istruttori e giudici di gara, un ampio e luminoso foyer, una biglietteria, un punto informativo, un bar ed una tavola calda. Al di sotto della sala di attività è sistemato un razionale parcheggio, organizzato su due livelli collegati da un sistema di rampe, scale ed ascensori per raggiungere tutte le quote delle unità ambientali presenti nel Palasport. L'accesso alla quota di riferimento del moderno Centro Sportivo - quella della sala di attività e del foyer, per intenderci - avviene grazie ad una monumentale rampa che si avvolge su se stessa ed incanala il flusso di spettatori da Via Giovanni Jonata e Via Gualterio verso l'atrio del Complesso Sportivo".
Per informazioni: francescodipasquo@libero.it - STUDIO TECNICO:
Viale V. Veneto, 24 86081 Agnone (IS) - tel. e fax: 0865.79351 - cell. 338.4384485